lunedì 19 ottobre 2009

C'è differenza tra libertà d'opinione e totalitarismo

Quando si parla con esponenti di culture totalitarie (comunisti, fascisti, integralisti religiosi), è facile che essi, pur di farti scendere al loro livello, ti accusino di intolleranza o di essere come, se non peggio, di loro.
C'è però una differenza sostanziale tra il sostenere ed argomentare le proprie idee e i propri valori e l'imporre agli altri i propri come fossero verità assolute.
A volte queste persone accusano il proprio interlocutore di non tollerare a sua volte le idee altrui, per il solo fatto che si difendono le proprie opinioni. Ma se una persona non pensasse che le proprie idee sono valide, perchè le difenderebbe, confrontandosi con chi la pensa diversamente?
Pensare che i propri valori sono migliori rispetto a quelli di un'altro non significa affatto vietare il prossimo di pensarla diversamente. La libertà vera vuole che anche i totalitari si esprimano e difendano (democraticamente e civilmente) le proprie idee, ma sempre senza armi e deportazioni.
Io penso che sia del tutto legittimo essere comunista o fascista, ma rivendico la libertà di definire quelle ideologie pazze e pericolose. Forse comunisti e fascisti si sentono offesi da questo mio giudizio, ma non m'importa molto, preferisco non passare per ipocrita e dire ciò che penso, confortato dal fatto che non sono giudizi campati in aria, ma nascono dal fatto che queste due ideologie hanno causato stermini, deportazioni, miseria e dolore per milioni di persone.
E non capisco nemmeno come si faccia a definirmi illiberale quando critico certe ideologie. Cosa dovrei fare, secondo costoro, per essere liberale? Dire che comunismo, fascismo, integralismo religioso sono cose belle e buone, quando la storia dice il contrario?
Io posso portare rispetto per chi credere in quelle ideologie, ma non posso portare rispetto per quelle ideologie. Ad esempio, potrei benissimo rispettare Mussolini, che ha pur difeso una causa, pur orrenda, che Berlusconi, il quale pare difendere più se stesso e il proprio patrimonio che un'ideale o un valore.
Bisogna però distinguere tra idee e persone. C'è del buono, forse, in comunismo, fascismo e integralismo religioso? Io non credo, non riesco veramente a trovarne nemmeno un briciolo.
Ci sono stati comunisti, fascisti, religiosi ammirevoli e meritevoli di complimenti? Si, anche se penso che furono degli eretici rispetto alla loro ideologia.
Forse anche nell'azionismo c'è qualcosa che non va bene, sicuramente molte persone non trovano l'azionismo sufficientemente convincente, ma secondo me non è così, e ritengo sia giusto, per me, difendere questa storia e questi ideali di giustizia e libertà. Sopratutto se si tratta di un azionismo relativista, ovvero di un'eterna ricerca della soluzione migliore per realizzare la giustizia e la libertà, senza mai considerare nulla un assoluto.
Dunque, cari totalitaristi, non giudicate chi la pensa diversamente da voi e difende le proprie idee come un altro totalitario, in quando c'è differenza tra difendere le proprie idee e imporle. Tra le mie idee, ad esempio, non c'è di traccia di vendetta o di dittature le proletariato o di culti del leader o di verità rivelate ed immutabili, anzi. Io penso che il modello azionista sia il migliore per una società vivibile e sostenibile, che realizzi l'ideale di giustizia e libertà, ma in queste mie idee vi è anche quella che vuole per voi il massimo spazio possibile per poter esprimere il vostro pensiero.

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