giovedì 6 agosto 2009

Rai, colpo di mano a viale Mazzini

di Redazione


''Ho esaminato i documenti sui vicedirettori di Rai1 e Tg1 distribuiti dal Direttore generale nel consiglio di amministrazione del 3 agosto u.s. quando i lavori erano gia' in corso. Le proposte in molti casi contraddicono platealmente le raccomandazioni da te espresse in materia di nomine che io condivido totalmente: ricerca della piu' ampia condivisione in consiglio, rispetto dei criteri di competenza e professionalita' in relazione all'incarico da ricoprire, assunzione di dirigenti esterni soltanto se specializzazioni professionali equivalenti non sono reperibili all'interno dell'azienda. Molte delle proposte del direttore generale vanno invece contro il metodo da te indicato, che io continuo a considerare irrinunciabile in un'azienda di servizio pubblico che deve garantire pluralismo e qualita'''. Lo scrive, in una lettera al presidente Paolo Garimberti, il consigliere d'amministrazione della Rai in quota Pd, Nino Rizzo Nervo, il quale aggiunge: ''Per queste ragioni ti comunico che non partecipero' alla seduta del CdA e nel ritenere opportuno un suo rinvio (anche perche' ben 6 consiglieri potrebbero parteciparvi solo in collegamento telefonico) ti prego di informare della mia decisione l'intero consiglio. Auspico invece che si possa tenere, anche nel mese di agosto, un consiglio in cui tutti possano essere presenti per avviare una riflessione seria sul metodo da te indicato ed un chiarimento ormai necessario e non rinviabile con la direzione generale''. Rizzo Nervo conclude la sua missiva sottolineando infine come sia ''utile ricordare che nel mese di maggio avevamo fissato concordemente per il 30 luglio l'ultimo consiglio prima delle ferie estive. Tutti abbiamo poi ritenuto necessario tenere una nuova seduta il 3 agosto anche in relazione alla necessita' di dover approvare i contratti indispensabili per un regolare avvio della nuova stagione televisiva a settembre. Il direttore di Rai1 e il Direttore del Tg1 sono stati nominati entrambi il 20 maggio. Non e' responsabilita' del Consiglio di amministrazione se sino al pomeriggio del 3 agosto non si conoscevano le proposte del direttore generale per al nomina dei vicedirettori''.

Anche il consigliere d'amministrazione della Rai Giorgio Van Straten ha inviato una lettera al presidente Rai per spiegare il motivo della sue assenza dalla seduta di oggi. "Avendo, infatti, da tempo concordato che l'ultima nostra riunione si tenesse il 30 luglio -afferma Van Straten- mi trovo all'estero e non sono quindi nelle condizioni di essere fisicamente presente, ne' mi sembra che, alla luce di quanto successo negli ultimi giorni, sia possibile e serio fare una riunione di consiglio con sei componenti su nove collegati per telefono". "Credo ci sia la necessita' - aggiunge Van Straten- di affrontare in modo approfondito i molti problemi che l'azienda ha di fronte a cominciare dal modo in cui il Direttore Generale ha condotto la trattativa con Sky". "Oltretutto -prosegue il consigliere- all'ordine del giorno abbiamo esclusivamente un gruppo di nomine che arrivano solo ora in Consiglio di Amministrazione per responsabilita' del Direttore Generale che avrebbe potuto sottoporcele da tempo, nomine che non rispettano i principi da te indicati nell'ultima riunione: nessuna di esse giunge alla fine di un percorso condiviso, alcune contraddicono criteri di professionalita' e di privilegio delle risorse interne. Partecipare a questa seduta per telefono e senza poter affrontare i veri nodi che abbiamo da sciogliere vorrebbe dire avallare scelte che non ho condiviso e che ritengo dannose per la Rai", conclude Va Straten.

Secondo il comitato di redazione del Tg1 e' "incomprensibile" la decisione di lasciare vacante una posizione da vicedirettore. In un comunicato, il cdr del Tg1 scrive: "Il Consiglio di amministrazione della Rai ha nominato i nuovi vicedirettori del Tg1. Nella rosa proposta dal direttore non trovano conferma Raffaele Genah e Roberto Rosseti, due colleghi di lunga e provata professionalita'. E cio' risulta ancora piu' incomprensibile di fronte alla decisione del direttore di avvalersi solo di cinque vicedirettori lasciando vacante una posizione. Il cdr del Tg1 rileva inoltre che la logica dello spoil system continua a prevalere in ogni stagione grazie a una legge che assegna alla politica il totale controllo della Rai. Ci aspettiamo che l'azienda, in accordo con la direzione, valorizzi la professionalita' e l'esperienza dei colleghi non confermati nella squadra della direzione".

"Il modo in cui oggi la maggioranza del Cda Rai ha proceduto a nominare i vicedirettori dei tg, ignorando la richiesta di affrontare il caso della trattativa con Sky rappresenta una sfida al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano". E' quanto afferma durante una intervista a Radio Radicale il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti. "Visto che le autorita' di garanzia sembrano essere gia' in ferie non ci resta che rivolgerci alla stampa estersa che si mostra molto piu' sensibile alla vera emergenza del nostro Paese. In queste ore- conclude- si assiste ad un salto di qualita' da parte del polo unico Set-Rai nella gestione a piacimento del premier di sei reti nazionali".

"E' stata abrogata di fatto la riforma della Rai del '75. Con le nomine di oggi siamo tornati al clima del 1980, quando con un colpo di mano furono promossi direttori e vice fedeli ed osservanti. Allora come oggi si concludeva una stagione di speranza e si apriva una fase di regime". Lo dice il senatore Pd Vincenzo Vita, della commissione di vigilanza Rai. Tra l'altro, prosegue Vita, "si intende chiedere in commissione parlamentare di vigilanza come mai sono stati indicati con ruoli apicali professionisti esterni mentre vi era una chiara indicazione del giudice del lavoro di reintegrare figure interne gia' provvisti di un ruolo gerarchico adeguato: ad esempio Oliviero Beha, Stefano Gigotti, Gilberto Squizzato e numerosi altri. Per di piu' il Presidente e alcuni consiglieri hanno differenziato il loro voto. La Rai non doveva forse risparmiare?". Inoltre, aggiunge, "e' per di piu' assai grave che il fantomatico Consiglio di amministrazione di oggi non abbia discusso del caso oscuro di Sky, sul quale ancora il Direttore Generale della Rai deve dare una versione plausibile. A meno che la controriforma del servizio pubblico sia arrivata al punto che
qualche esponente del governo intervenga direttamente a definire strategie e alleanze dell'Azienda di Stato".

"Uno scandaloso colpo di mano". Cosi' Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Idv, commenta le nomine. Per Donadi, "il centrodestra non ha alcuna remora e occupa militarmente l'azienda, mettendo l'informazione sotto il suo totale controllo e mortificando le professionalita' interne. E' chiaro che Berlusconi vuole una Rai asservita per imbonire l'opinione pubblica in un periodo difficile, segnato dalla crisi economica e dalle difficolta' di imprese e famiglie". "Anche alcuni partiti dell'opposizione- prosegue il capogruppo Idv- hanno le loro responsabilita'. Al posto di trattare sottobanco per uno strapuntino, dovrebbero essere compatti nel denunciare questo disegno e contrastarlo con tutti i mezzi".

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